ADICONSUM A FIANCO DEI RISPARMIATORI – LA VICENDA DEL FONDO IRS DI POSTE ITALIANE


Tra il 2002 e il 2005 Poste Italiane ha collocato tra i risparmiatori le quote di quattro Fondi Immobiliari chiusi, tra cui il Fondo IRS (Invest Real Security), che è arrivato a scadenza il 31/12/2016 riportando una perdita di circa l’80% del valore iniziale. Infatti il valore di ogni singola quota di € 2.500,00 è sceso ad € 390,00. Considerando anche i proventi distribuiti dal Fondo nel corso degli anni, pari ad € 657,88 per ogni quota, la perdita ammonta a 1.452 euro netti sui 2.500 investiti, quindi circa il 42%. Ancora una volta una situazione di risparmio tradito, che coinvolge c.a. 25.600 investitori.
Le associazioni di consumatori si sono schierate a favore dei risparmiatori e lo scorso 16 gennaio si è tenuto un incontro tra Poste e le Associazioni di Consumatori per cercare una risposta al problema.
Poste si è offerta di ricostituire il capitale originariamente investito con 2 modalità:
– Per gli investitori che hanno compiuto 80 anni al 31/12/2016 Poste Italiane effettuerà direttamente un versamento di 1.452 euro per ogni quota posseduta, in modo da recuperare integralmente il capitale investito, ( considerando anche i proventi distribuiti nel corso degli anni).
– Per tutti gli altri ci sarà la possibilità di sottoscrivere una polizza appositamente ideata in cui versare le somme liquidate dal fondo, ossia i 390 euro per ogni quota. La polizza avrà una durata di 5 anni ed è previsto il versamento da parte di Poste di un contributo integrativo in maniera tale che alla scadenza dei 5 anni venga recuperato l’intero importo versato. La polizza non avrà nessun tipo di costo.
Tuttavia, pur dando merito a Poste Italiane per quanto sta facendo, Adiconsum, unitamente alle altre Associazioni di Consumatori, ha richiesto l’avvio di un tavolo di conciliazione in cui sia possibile discutere e valutare situazioni particolari, come ad esempio situazioni di famiglie a basso reddito o in condizioni di difficoltà economiche, per le quali attendere 5 anni prima di recuperare il patrimonio investito potrebbe costituire un grave problema.
L’Adiconsum invita i risparmiatori coinvolti nella vicenda a rivolgersi alle proprie sedi.

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