PROGETTO: “IO NON COMPRO IL FALSO” – CONTRAFFAZIONE APPARECCHIATURE INFORMATICHE


PROGETTO REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI MACERATA

LA CONTRAFFAZIONE DELLE APPARECCHIATURE INFORMATICHE
Con il termine “apparecchiature informatiche” intendiamo in generale l’elettronica di consumo ovvero pc, hardware e software, stampanti e accessori pc, dispositivi mobili (smartphone e tablet), supporti quali cd, dvd, usb.
Nel settore delle apparecchiature informatiche rientrano anche tutte quelle attrezzature conosciute come “consumabili” (toner, tamburi, cartucce…), oltre ai ricambi per stampanti, copiatori, fax, accessori ed attrezzature annesse e complementari.
In particolare per la parte hardware possiamo individuare le seguenti apparecchiature: computer desktop, tastiere ed accessori, pc notebook, pc server, monitor lcd, unità di salvataggio per pc (back up), stampanti da tavolo ad aghi, inkjet e laser, modem, fax, calcolatrici, scanner, macchine da scrivere, sistemi di videoscrittura, fotocopiatrice da tavolo e da sistema, segreterie, centraline telefoniche ed apparecchi telefonici da tavolo, cellulari con batteria ed accessori, pezzi di ricambio sfusi per pc, accessori ed attrezzature annesse e complementari, pezzi di ricambio di grandi dimensioni per fax, stampanti, fotocopiatrici, accessori.
Il software è, invece, l’insieme dei programmi che gestiscono e specializzano il funzionamento di un elaboratore. Il software di base è il sistema operativo e l’insieme dei programmi che permettono all’elaboratore lo svolgimento delle sue funzioni di base quali, ad esempio, i programmi per uso professionale, gestionale e aziendale. In questo settore parliamo in particolare di: office automation, grafica ed elaborazione di immagini, desktop publishing, CAD 2D e 3D, sistemi di sicurezza quali antivirus, antispam, backup, firewall; sistemi operativi, browser e software di sistema, sviluppatori, ebook, emagazines, videogiochi, app di qualsiasi genere per smartphone, tablet e altri dispositivi mobili..
LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO
Sul piano normativo occorre far riferimento in particolare alle discipline sulla proprietà intellettuale, sui diritti di proprietà industriale e sulla pirateria audio-visiva. Il Codice della Proprietà Industriale (Decr. L.vo 30/2005) ha introdotto nel sistema italiano una disciplina organica e strutturata in materia di tutela, difesa e valorizzazione dei diritti di proprietà intellettuale, riordinando ed accorpando i precedenti testi normativi esistenti e adeguandoli ai regolamenti comunitari. Il legislatore comunitario ha approvato una organica disciplina in questo settore (Reg. 1383/2003 e Reg. 1891/2004) sulla base del considerando che la “commercializzazione di merci contraffatte, di merci usurpative e, in genere, di tutte le merci che violano i diritti di proprietà intellettuale deve essere contrastata poiché reca notevole pregiudizio in primo luogo ai fabbricanti e ai commercianti ed, in secondo luogo inganna i consumatori facendo talvolta correre a questi ultimi rischi per la salute e per la sicurezza”.
I rimedi introdotti si traducono in un regime di divieti e controlli eseguiti alle frontiere dalle autorità doganali, al fine di evitare che merci contraffatte possano circolare liberamente all’interno della Comunità, tenuto conto che è certamente più complesso individuare la merce contraffatta quando essa è ormai già entrata nel mercato unico.
Esiste, inoltre, la Direttiva “RoHS” (Dir. 2011/65/CE), la quale istituisce norme riguardanti la restrizione all’uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), al fine di contribuire alla tutela della salute umana e dell’ambiente, compresi il recupero e lo smaltimento ecologicamente corretti dei rifiuti di AEE.
Infine, anche per questo settore è prevista la marcatura CE, ad indicare la conformità del prodotto alla normativa europea, dunque il possesso di requisiti legali per l’immissione all’interno dello spazio economico europeo con il medesimo marchio.
PIRATERIA INFORMATICA
Con il termine “pirateria informatica” si intendono i reati legati all’abuso di mezzi informatici che mirano a violare la proprietà privata o intellettuale. Si distinguono alcune categorie: la pirateria domestica (duplicazione di programmi, musica, video in ambito domestico tramite la masterizzazione); underlicensing (si tratta della violazione di condizioni di licenza: è il caso della istallazione di un software utilizzando un numero maggiore di copie rispetto a quante sono consentite nella licenza stessa); pirateria perpetrata in internet (attraverso la rete è possibile vendere o mettere a disposizione gratuitamente programmi non originali, pertanto commette illecito sia chi mette a disposizione il materiale sia l’utente che effettua il download senza titolo); hard disk loading (si realizza quando le aziende vendono apparecchi nei quali sono istallati software pirati); contraffazione del software (produzione e vendita di copie illecite di prodotti, il più delle volte imitandone il confezionamento ed il packaging originali).
Tra le forme più diffuse di pirateria troviamo il download e la distribuzione non autorizzati di musica, film, programmi ed il cracking, ovvero la modifica di un software per rimuovere la protezione dalla copia, oppure per ottenere un accesso ad un’area altrimenti riservata.
Per quanto riguarda i software è bene tenere presente che, a differenza di altri prodotti, un software non viene mai acquistato del tutto ma l’acquirente compra soltanto la licenza per poter utilizzare quel programma, di conseguenza chiunque copi un software senza aver acquistato il numero corretto di licenze viola le leggi sul copyright. Capita spesso che i consumatori, per evitare di acquistare un software, ricorrano a soluzioni meno dispendiose: girando sul web è facile trovare siti che garantiscono download gratuiti di software; in realtà si tratta di non solo di programmi illegali, ma che spesso si rivelano anche dannosi per il computer.
La contraffazione informatica si diffonde anche nella categoria generica dei cosiddetti materiali informatici “consumabili”, dove si registrano numerosi falsi tra le categorie di prodotti toner e tamburi in caso di tecnologia laser, cartucce in caso di tecnologia a getto d’inchiostro. L’utilizzo del falso in queste categorie di prodotti implica la perdita dei requisiti, con conseguenti rischi: ad es. nel caso di toner contraffatti nelle stampanti ciò potrebbe significare l’emissione di polveri nocive nell’ambiente, delle quali non è noto il livello di pericolosità.
Altro settore colpito dalla pirateria informatica è quello dell’industria musicale, dove il download illegale e la riproduzione non autorizzata di file musicali provocano milioni di euro di perdite annue e rappresentano altresì una violazione del diritto d’autore. Tuttavia, negli ultimi anni è possibile registrare una riduzione del fenomeno, anche grazie ai numerosi siti che offrono streaming musicali.
La particolare attenzione dedicata dalla UE ai temi della trasparenza e del riuso sociale e commerciale dei dati, ha portato alla pubblicazione delle linee guida per il riuso dell’informazione pubblica. Le linee guida cercano di supportare l’applicazione da parte degli stati membri della Direttiva PSI (Public Sector Information), che definisce alcuni temi tra i quali l’uso delle licenze e le priorità per la pubblicazione dei dataset.
DANNI PROVOCATI DALLA CONTRAFFAZIONE
La contraffazione non si traduce soltanto in un danno economico e di immagine per le imprese colpite, ma si tratta di un fenomeno criminoso complesso, che danneggia la persona, la famiglia e la collettività sotto i seguenti aspetti: la salute, l’ambiente, la sicurezza (la contraffazione è fonte di finanziamento della criminalità organizzata) e lo sfruttamento della manodopera. Molte sostanze utilizzate nella produzione delle attrezzature informatiche possono avere effetti dannosi sulla salute umana e sull’ambiente. Tra queste ad esempio il mercurio, il cadmio, il piombo: alcune sono vietate, altre sono sottoposte a controlli quantitativi.
Ulteriore danno provocato dall’utilizzo delle attrezzature informatiche è quello ambientale, connesso ai quantitativi di elettricità che vengono consumati (anche in modalità stand by o addirittura spenti). Nella modalità “attiva”, invece, si riscontrano numerose differenze tra i vari modelli e a seconda del consumo energetico. Anche le radiazioni magnetiche emesse dalle attrezzature elettroniche potrebbero causare danni alla salute; per questo motivo alcune etichette di prodotto hanno stabilito dei limiti per questo tipo di emissioni (TCO, EU Flower, Nordic Swan).
La normativa di settore pone limiti per le aziende che, se correttamente osservati, sono in grado di limitare fortemente l’esposizione a rischi per la salute. A questi controlli non sono, però, sottoposte le merci contraffatte che, pertanto, sono potenzialmente in grado di mettere a rischi la salute dei consumatori. La legislazione in materia di raccolta, trattamento, riciclo e smaltimento delle apparecchiature informatiche (D. Lgs. 151P/2005) introduce il tema della responsabilità totale dei produttori sui prodotti, anche dopo la vendita; pertanto essi sono tenuti ad organizzare tutte le attività necessarie a gestirli anche una volta concluso il ciclo di vita. Il provvedimento riguarda elettrodomestici grandi e piccoli, apparecchiature di illuminazione e di telefonia, strumenti elettrici ed elettronici, giocattoli e prodotti per il tempo libero dotati di strumentazione elettrica o elettronica, dispositivi medicali..
COME EVITARE LA CONTRAFFAZIONE
La vendita di merce contraffatta avviene attraverso diversi canali di distribuzione, nei quali la contraffazione non sempre è evidente; è fondamentale quindi educare il consumatore affinchè sia informato sui rischi derivanti dall’acquisto e dall’utilizzo di prodotti contraffatti o duplicati illegalmente.
La prima cosa da controllare per verificare se i prodotti sono conformi ai requisiti tecnici essenziali di sicurezza previsti dalla legge è che siano muniti di marcatura CE. In secondo luogo i prodotti dovrebbero essere accompagnati dalla nota informativa del fabbricante, ovvero da un foglietto illustrativo o anche da etichette di prodotto che ne attestano il superamento di standard adeguati (Energy Star, Blu Angel Tedesco, Ecolabel..).
Discorso a parte merita il “Bollino Siae”, ad oggi difficilmente falsificabile. La legge sul diritto d’autore stabilisce che il bollino deve essere applicato su ogni supporto contenente progranni per elaboratore o multimediali, nonché su ogni supporto (cd, cassette audio, video, cd rom, dvd…) contenente suoni, voci o immagini in movimento che recano la fissazione di opere o parti di opere protette dalla legge sul diritto d’autore destinati al commercio o che vengano ceduti in uso a qualunque titolo a scopo di lucro.
Nel caso in cui l’acquirente abbia il ragionevole dubbio di aver inconsapevolmente acquistato un prodotto falso, potrà segnalare il fatto alla Polizia di Stato, all’Arma dei Carabinieri, al Corpo Forestale dello Stato, all’Agenzia delle Dogane (progetto F.A.L.S.T.A.F.F.), alla Guardia di Finanza, ma anche all’Adiconsum.
Nel settore informatico va segnalata l’attività della Polizia Postale, che ha competenza per tutti i reati correlati al computer-crime/cyber crime/ingegneria sociale, e per tutte le fattispecie criminali poste in essere con l’ausilio degli strumenti tecnologici e informatici.

Dicembre 2016

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