PROGETTO: “IO NON COMPRO IL FALSO” – CONTRAFFAZIONE OCCHIALERIA


PROGETTO REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI MACERATA
LA CONTRAFFAZIONE DELL’OCCHIALERIA
Anche l’occhialeria è uno dei settori più colpiti dal fenomeno della contraffazione. Le aziende italiane del settore producono e distribuiscono sulla base di contratti di licenza stipulati con i relativi titolari dei marchi, oltre il 50% delle griffes presenti sul mercato mondiale. Inoltre, nel tempo l’occhiale si è “evoluto” dal ruolo di accessorio necessario fino a diventare manifestazione di stile, come tale in grado di costituire precisa e autonoma espressione di moda e della creatività.
Tale evoluzione, purtroppo ha anche parallelamente stimolato l’attenzione dei contraffattori causando danni incalcolabili in termini di perdita di fatturato e di posti di lavoro. Gli effetti più gravi si riscontrano, però, nei danni anche gravi alla salute dei consumatori, in quanto si diffondono nel mercato prodotti di scarso livello qualitativo.
L’occhiale, infatti, sia da vista in quanto dispositivo medico, sia da sole in quanto dispositivo di protezione individuale, è deputato alla correzione e alla protezione dell’organo della vista.
Un occhiale da vista contraffatto magari ha una centratura o una distanza interpupillare errata, può causare danni alla salute dell’occhio, analogo discorso può essere fatto per un occhiale da sole il cui filtro solare non sia adatto alla protezione dai raggi UV.
OCCHIALI DA VISTA E PREMONTATI
La normativa di riferimento è disciplinata sia da decreti legislativi che da decreti del Ministero della Salute, che contengono le informazioni minime e le istruzioni obbligatorie da fornire al consumatore al momento dell’acquisto di occhiali premontati.
Le informazioni e le avvertenze da fornire al consumatore su un occhiale premontato, sotto forma di marcatura o contenute nella nota informativa, sono le seguenti: nome del fabbricante o marchio commerciale dell’occhiale; potere sferico in diottrie; distanza interpupillare; le avvertenze: “non adatti per la guida e per l’uso su strada”, “solo per visione da vicino e lettura”, “non destinato alla protezione dell’occhio”, “non destinato alla visione a distanza”…; riferimento allo standard tecnico.
La vendita di occhiali e lenti su misura protettive e correttive dei difetti visivi è, per motivi di interesse sanitario e di tutela della salute, riservata agli ottici e sotto il loro controllo. Tuttavia, oggi il consumatore può acquistare alcune tipologie di occhiali da vista anche in farmacia o al supermercato, convinto che possa risolvere i suoi problemi visivi; convinzione totalmente errata, perché i disturbi visivi devono essere continuamente monitorati dal medico oftalmologo che sa con quali modalità intervenire sulla patologia e rivolgersi poi ad un ottico professionista che sa a quale corretto dispositivo ricorrere.

OCCHIALI DA SOLE
Scopo principale è quello di proteggere l’occhio umano contro le radiazioni solari troppo forti, ridurre l’affaticamento dell’occhio e aumentare la percezione visiva. Tra le radiazioni pericolose rientrano i raggi UV, che possono provocare gravi danni alla salute. Vi sono normative italiane che recepiscono direttive europee, nonché normative tecniche; tali normative considerano questi occhiali non dei semplici accessori di moda, ma dei veri e propri dispositivi di protezione individuale, con indicazioni delle informazioni minime e obbligatorie.
La forma e la firma dovrebbero essere caratteristiche secondarie, ma purtroppo l’apparenza conta molto e chi non può permettersi occhiali firmati originali spesso ricorre a quelli “taroccati”, uguali ai primi nell’aspetto, ma molto diversi nella sostanza.
Esistono vari tipi di lenti: uniformi, degradanti (sfumate), polarizzanti (lasciano passare la luce in maniera selettiva), fotocromatiche (adattano l’intensità del proprio colore a quella della luce esterna). Per quanto riguarda il materiale utilizzato, le lenti possono essere in materiale organico oppure in vetro/cristallo. La scelta delle lenti deve essere fatta in funzione della categoria dichiarata, ovvero sulla base del potere filtrante ed in relazione all’utilizzo che ne facciamo (ad es. filtri fotocromatici nello stato chiaro, consigliati in condizioni di poca illuminazione, di illuminazione media, di piena luminosità, di forte illuminazione).
DANNI PROVOCATI DALLA CONTRAFFAZIONE
La contraffazione non si traduce soltanto in un danno economico e di immagine per le imprese colpite, ma si tratta di un fenomeno criminoso complesso, che danneggia la persona, la famiglia e la collettività sotto i seguenti aspetti: la salute, l’ambiente, la sicurezza (la contraffazione è fonte di finanziamento della criminalità organizzata) e lo sfruttamento della manodopera. Il rischio per la salute del cittadino è causato dall’utilizzo di sostanze chimiche nocive al contatto con la pelle. Queste sostanze chimiche sono di difficile biodegradabilità e pertanto bioaccumulabili e in grado di incidere sulla catena alimentare.
COME EVITARE LA CONTRAFFAZIONE
I truffatori sanno replicare alla perfezione prodotti di marca in modo da farli apparire come veri. Questi falsi costano molto meno dell’originale, perché vengono utilizzati materiali e manodopera scadenti.
La prima cosa da controllare per verificare se gli occhiali sono conformi ai requisiti tecnici essenziali di sicurezza previsti dalla legge è che siano muniti di marcatura CE. In secondo luogo devono essere accompagnati dalla nota informativa del fabbricante, ovvero da un foglietto illustrativo. Sono tre i requisiti di sicurezza da seguire nella progettazione degli occhiali da sole: innocuità (non devono provocare rischi o disturbi nel loro normale utilizzo), comfort ed efficacia (devono essere il più possibile leggeri, solidi e comodi), protezione contro le radiazioni. E’ sempre bene farsi consigliare dal proprio ottico o da un professionista, evidenziando difetti visivi e patologie oculari.
Nel caso in cui l’acquirente abbia il ragionevole dubbio di aver inconsapevolmente acquistato un prodotto falso, potrà segnalare il fatto al Ministero dello Sviluppo Economico, Direzione Generale per la contraffazione, all’Agenzia delle Dogane, alla Guardia di Finanza.
Dicembre 2016

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